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Cavalieri medievali in mostra

“Quando gli uomini vestivano di ferro…” è il titolo di un suggestivo percorso espositivo presentato nella Sala Museale del Castello aragonese di Castrovillari per riscoprire usi e consuetudini dei cavalieri medievali

attraverso l’allestimento di eccellenti riproduzioni artigianali, fedeli ai modelli originali, di armi, vessilli, abiti, oggetti di uso quotidiano, giochi e miniature. Patrocinata dall’amministrazione comunale di Castrovillari, ideata e organizzata dalle associazioni culturali Sifeum e Mystica Calabria, la mostra si avvale della consulenza del maestro Angelo Cherillo che ne ha curato l’intera esposizione. Fruibile tutti i giorni, da sabato 15 marzo  a  domenica  23  marzo 2014,  l’iniziativa, è a carattere squisitamente didattico e divulgativo, nonché di promozione culturale, poiché intende porre all’attenzione delle scolaresche e degli appassionati del genere le vicende storiche e il modo di vivere dei cavalieri crociati e templari, in particolare, le leggende e i misteri degli uomini più potenti e misteriosi della cristianità, nati per difendere la Terrasanta e i pellegrini, ma anche assoldati  per reimpiegare molte “teste calde” e per uccidere in nome di Dio. Vogliamo sensibilizzare soprattutto  le scolaresche - sostengono gli organizzatori -  all’approfondimento e alla valorizzazione del patrimonio storico d’epoca medievale nella nostra città, allo studio e alla ricerca documentaria degli aspetti più intriganti e interessanti che hanno caratterizzato la vita e la società cavalleresca nei cosiddetti secoli bui.  La mostra è dunque il viaggio virtuale, avvincente ed intrigante, in un periodo, il medioevo,  che, pur controverso e poco conosciuto,  mantiene ancora intatto tutto il suo fascino e in un borgo, Castrovillari, che il celebre monaco Amato di Montecassino chiamava "lo Castel de Vallaire", scrigno di storia e di arte, sede di fortezze andate perdute e di centri religiosi antichissimi, dimora di monaci, di cavalieri e, con ogni probabilità,  di Templari.  La mostra - concludono gli organizzatori - si inserisce in quella progettualità condivisa che prevede nell’apertura al pubblico e nella fruizione degli ambienti restaurati dell’antico maniero aragonese un modo per valorizzare la struttura stessa  e le varie attività culturali che vi si svolgono, ponendo tale rilevante monumento storico come uno dei principali attrattori territoriali, incrementando i flussi di visitatori e sedimentando nuove abitudini culturali nello spazio cittadino in cui, ci si auspica,  possa confluire un numero sempre più consistente di turisti, locali e non, permettendo, così, di creare anche un nuovo, concreto indotto economico.

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