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Giornata della Memoria a Castrovillari

È stato importante esserci, al di là di ogni credo religioso, di ogni pensiero politico e di ogni filosofia di vita, per sentirsi uniti nel ricordo lacerante, ma doveroso di un orrore senza fine, di una storia umana raccapricciante che, tuttavia, tutti hanno il compito di ricordare. Così quest’anno, il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria

è stata la triste occasione per tentare una riflessione, giacché non vi può essere comprensione, sulla cieca follia genocida nazista accanitasi anche su alcune minoranze religiose come i Testimoni di Geova. Per tre giorni consecutivi, la nostra associazione ha presentato, nella Sala dell’Accoglienza del Castello Aragonese di Castrovillari, ormai diventato un luogo di  incontro e di confronto culturale per il territorio della Calabria settentrionale, la mostra storico-documentaria Triangoli viola: le “vittime dimenticate” del regime nazista. Patrocinata dall’amministrazione comunale della città di Castrovillari Mystica Calabria ha proposto un’esposizione di video, fonti, articoli, fotografie di una vicenda che, come tutte le terribili vicende legate all’olocausto, ha testimoniato uno dei tanti aspetti che non devono essere dimenticati né tantomeno taciuti. Tra questi rientrano, appunto, i cosiddetti triangoli, ossia quei contrassegni di stoffa cuciti sulla zebrata dei deportati nei lager nazisti e che insieme a un numero di matricola, servivano per individuare la categoria a cui appartenevano i prigionieri: triangolo rosso per i politici, triangolo giallo per gli ebrei, triangolo verde per i criminali comuni, triangolo nero per gli asociali, triangolo rosa per gli omosessuali, triangolo viola per i Testimoni di Geova. Tutti, anche i bambini, umiliati e privati di ogni umana dignità, venivano costretti ad indossare la zebrata. I triangoli viola erano, dunque, i segni di riconoscimento dei Testimoni di Geova, vittime dei campi di concentramento e di cui si parla davvero poco. La mostra, curata da D’Ortenzi Francesco e Ponte Raffaele ha  voluto diffondere e far conoscere da un punto di vista esclusivamente storico, l’oppressione inflitta dalle SS anche ai “Bibelforscher”,  come erano chiamati allora i Testimoni di Geova in Germania, con l’obiettivo principale di coinvolgere tutte le scuole della città capoluogo del Pollino e del comprensorio, oltre che gli storici, gli studiosi, gli intellettuali e la cittadinanza. «Tra il 1933 e il 1945 quasi 10.000 testimoni di Geova furono vittime dirette del nazionalsocialismo. Fra le misure prese nei loro confronti ci furono la privazione del lavoro, della pensione di vecchia e dei benefici previdenziali, multe e internamenti in prigioni, campi o riformatori. Circa 840 figli di Testimoni di Geova furono sottratti ai genitori. Circa 6.000, di cui 455 austriaci, furono rinchiusi in prigioni e campi. Complessivamente circa 2.000 di loro trovarono la morte, più di 250 dei quali giustiziati in vario modo, tra decapitazioni, fucilazioni e impiccagioni» Aperta al pubblico nei giorni di sabato 25, domenica 26 e lunedi 27 gennaio 2014, l’interessante esposizione è stata visitata da moltissime persone e ha riscontrato il plauso e il consenso unanime della stampa e delle istituzioni.

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