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Il Venerdì Santo e l'incanto dei Misteri a Castrovillari

Dopo la benedizione di ramoscelli di palma, di alloro e di ulivo, a Castrovillari, la settimana che precedeva la Domenica di Pasqua era un susseguirsi di giorni mesti e silenziosi che rievocavano l'evento luttuoso della passione

e della morte di Gesù. In particolare il Venerdì Santo alle 9 del mattino, partendo sempre dalla chiesa della SS. Trinità, iniziava una lunghissima processione per le vie del paese. Durante questa processione venivano portati a spalla, da fedeli con tonaca bianca e cordone, i Misteri, ossia statue di legno e cartapesta custoditi nel magazzino della confraternita di San Leonardo nel Vescovado e che rappresentavano i personaggi delle Via Crucis nei vari momenti (la flagellazione o Gesù alla colonna, l'imposizione della corona di spine, il giudizio di Pilato,  San Giovanni, Santa Veronica, Giuda, Erode, le tre Marie, Gesù nella bara, la Madonna addolorata ecc.), fino alla Madonna del Castello. Ogni quattro passi la processione si fermava e la gente faceva la sua offerta per accaparrarsi una statua, ossia l'incanto dei Misteri, un cerimoniale lungo e suggestivo, una sorta di asta pubblica al miglior offerente che, in alcuni casi, si rivelava anche una fonte di guadagno, allorché chi s'era accaparrato un Mistero per due o tre lire, poteva rivenderlo ad un altro fedele desideroso di portarlo in processione per quattro o cinque lire. Una delle statue più suggestiva della processione era la figura dell'Acciagomo, ossia l'Ecce Homo, ma l'incanto più alto era sempre per la statua della Madonna Addolorata. Giunti sotto i portici della chiesa della Madonna del Castello, o meglio tra lo spazio antistante la Chiesa e la fontanella, coloro che avevano incantato il proprio Mistero, insieme agli altri fedeli davano l'avvio alla processione vera e propria che dalla Madonna del Castello, attraversando la Civita, giungeva a Corso Garibaldi, Via Mazzini, Via Roma, ecc. fino a ritornare, attorno alle 19.00, alla SS. Trinità. I Misteri vennero portati  in processione fino a prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, Fatti restaurate dal maestro Giuseppe Maradei in occasione di “Crucifige", messo in scena dietro la Chiesa della SS. Trinità e nella chiesa di  San Giuliano, i Misteri vennero esposti nella cappella del Sacro Cuore della SS. Trinità in occasione della manifestazione "Civita…nova" del 1996, quindi vennero trasferiti nella chiesetta di San Vito

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