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Simbologia dell'uovo nell'antichità

Cosmogonico, metafisico o alchemico, l’uovo è ancor oggi uno dei misteri più affascinanti della natura e da sempre ha suscitato nell’uomo profondi significati spirituali e religiosi.

In tutte le culture l’uovo, immagine della perfezione, è, fin dai tempi più antichi, simbolo di vita e di rinascita. In pietra o in terracotta l'uovo lo si ritrova fin nelle tombe del Neolitico, simbolo di immortalità e di resurrezione. Gli egizi che credevano nella rinascita promessa da Osiride, facevano pronunciare al morto, al momento del suo passaggio all’aldilà varie formule, riportate sui sarcofagi, con chiari riferimenti all’uovo primordiale, quale Spirito di vita. “Io sono l’uovo  che era nel ventre della grande oca”. Dunque "uno” nel suo insieme, nella sua forma, ma anche “trino”, ossia il guscio, il tuorlo e l’albume, nella religione egizia l'uovo è simbolo del ciclo nascita, morte e resurrezione. In tombe etrusche del VII-VI° sec. a.C. gli archeologi hanno scoperto gusci intatti di uova portanti un piccolo foro, cioè svuotati: non un dono, quale alimento-votivo, ma un simbolo, quale “scrigno” e quindi sepolcro. In epoca greca anche se gli Orfici vietavano la presenza dell’uovo nella tomba, questo lo si ritrova nelle tombe quale garanzia di immortalità. Dalla località Sassone, tra Castrovillari e San Basile, durante la campagna di scavi eseguita dall' Unical nel 1996 veniva portata alla luce, da una tomba in cui erano stati adagiati due bambini, una pietra levigata a forma d'uovo. «L'offerta di un uovo vero ο finto si ricollega a rituali ancora in uso in ambito indigeno e longobardo tra VI e VII secolo» e deriva da credenze molto ben documentate nell'area magnogreca (le diverse poleis magnogreche aderirono alle religioni misteriche e salvifiche) e dell' entroterra indigeno e legate ai misteri dionisiaci, orfici ed eleusini. L 'usanza, praticata anche in età romana, probabilmente restò radicata nella tradizione delle popolazioni rurali, divenute cristiane, acquisendo il significato della della vita che risuscita dopo la morte. il cristianesimo riprese infatti le tradizioni pagane dell’uovo come simbolo di resurrezione e nel Medioevo diffuso era l’uso di regalare uova sode benedette in chiesa, a rappresentare il Cristo Risorto: «l’uovo somiglia a un sasso e appare privo di vita, così come il sepolcro di pietra nel quale era stato sepolto Gesù. Dentro l’uovo c’è però una nuova vita pronta a sbocciare da ciò che sembrava morto. In questo modo, l’uovo diventa quindi un simbolo di risurrezione.»  E per gli alchimisti l’uovo rappresenta il recipiente di cottura dove si portano al massimo “calore” le virtù individuali. Dall’Uovo Filosofale nascono i fiori bianco, rosso e azzurro, collegati all’argento, all’oro ed alla saggezza

 

L'uovo cosmico e la colomba

La nascita del mondo a partire da un uovo (l’uovo primordiale) è un’idea comune ai Celti, ai Greci, agli Egiziani, ai Fenici, ai Cananei, Tibetani, Indù, Vietnamiti, Cinesi, Giapponesi, come pure a molte popolazioni  africane e dell’America latina, praticamente a tutte le più importanti civiltà del passato. Nelle antiche culture orientali i testi più rappresentativi dell’Uovo primordiale (quelli indiani, o tibetani, per es.) descrivono il Caos come una forza vitale in cui l’Uovo era presente come Embrione o Germe della Vita. Tuttavia la Vita è continua metamorfosi, così l’uovo, quantunque germe di vita, deve esso stesso nascere alla vita. Ecco dunque che il caos originario (la Notte orfica, il Grande stagno paludoso) si metamorfizza in Uccello che depone l’Uovo del mondo. Brahma nasce dall’uovo d’oro deposto dal cigno e con lui tutte le cose dell’universo, mentre per gli antichi egizi la Vita nasce dall’oca e nei miti dei greci primitivi troviamo l’uovo del mondo (d’argento) deposto da una dea metamorfizzata in colomba. Il mito racconta appunto che in principio esisteva la Notte, che assunta la forma di un uccello, depose un uovo d’argento nel grembo dell’Oscurità. Dall’uovo uscì fuori Eros portando alla luce il cosmo intero e le sue creature. Anche i sumeri ed i babilonesi come i cananei credevano alla colomba che sorvola o nasce dal caos (le acque primordiali). Per i Druidi, infine, è la dea uccello che depone l’uovo rosso. Secondo i profeti ebrei (monoteisti) il mito biblico della Creazione deriva dall’antica visione babilonese della colomba redatta attorno al 17° secolo a.C. La colomba per gli antichi ebrei è lo spirito di Dio, per i Cristiani lo Spirito Santo (una delle Forme della Trinità di Dio). Questo non vuol dire che è nato prima il grande uccello, cigno o colomba che sia, l’uccello rappresenta sempre la materializzazione del caos primordiale dal quale nasce l’uovo fonte di tutte le forme di vita. La dea o il dio che si trasformano in uccello non sono altro che la spiegazione che solo grazie ad un intervento superiore, il grande Demiurgo,dal caos primordiale è nato l’uovo, principio di vita e non necessariamente grazie all’uccello, l’uovo rimane il solo ed unico principio di vita originaria.

Uova colorate e benedette

L’usanza di scambiarsi uova benedette che si diffuse presto tra i primi cristiani è in realtà una tradizione che ha origini molto lontane. Simbolo del rinnovamento periodico della natura che in primavera esce dal suo sepolcro invernale, l’uovo si ricollega alla rinascita ripetuta secondo il modello cosmico. Nell’antichità quando in primavera si celebrava l’arrivo del nuovo anno si mangiavano uova e se i babilonesi avevano l’obbligo di ricordare l’arrivo del nuovo anno offrendosi reciprocamente delle uova, in Persia le uova colorate erano lo specifico regalo dell’anno nuovo ed era chiamata la "festa delle uova rosse". In Occidente l’usanza di scambiarsi uova colorate risale al 1176, quando re Luigi VII rientrò a Parigi alla fine della seconda crociata. Per festeggiarlo, il priore dell’Abbazia di Saint German des-Pres gli donò la metà dei prodotti delle sue terre, incluse uova in grande quantità. Le uova vennero dipinte e distribuite a piene mani al popolo e ne nacque una tradizione immortale. In Armenia si usava dipingere sulle uova immagini del volto del Cristo, della Madonna o scene della Passione, mentre tradizione della chiesa ortodossa è quella di offrire uova sode dipinte di rosso durante il pasto consumato a Pasqua. Ogni commensale tocca con la punta del proprio uovo, che tiene in mano, l’uovo del vicino dicendo “Cristo è risuscitato”.  Il vicino  risponde “In verità, Egli è risuscitato”

 

Bibliografia

Amariu C. -L’oeuf, 1987, Editions du Félin, Paris

Chevalier J. & Gheerbrant A.- Dictionnaire des symboles, 1986, Ed. Robert Laffont, Paris

Mircea E - Images et Symboles – Essais sur le symbolisme magico-religieux, 1981, Jaca Book, Paris

Morgante R. – L’uovo tra fisica e metafisica, 1992, Avicoltura, 10, 42- 44

Pignattelli P. – Conferenza su: l’uovo nella tradizione pasquale, simbologia, arte e religione, Friday Club-Circolo della Stampa, Milano, 30 aprile 2004

 

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