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Riccardo il cavaliere fantasma

Il Castello Aragonese di Castrovillari è un’antica e misteriosa fortezza-prigione del Medioevo, una delle  più terrificanti del Regno di Napoli, il maniero che Ferdinando I d’ Aragona fece costruire per punirvi i cittadini castrovillaresi ribelli.

  Carcere, ininterrottamente, fino al 1995, è caratterizzato ancora oggi da accessi murati e tunnel impenetrabili che nessuno sa dove vadano a finire e che  raccontano cinquecento anni di storie dolorose! Il suo mastio, la Torre Infame, gronda ancora sangue e sofferenze: da lì nessuno ne uscì, né vivo né morto, da lì continuano a sentirsi, si dice,  lugubri e inquietanti lamenti. Tra bui passaggi, camminamenti segreti, umide e tetre cellette dalle volte a botte e un ampio e profondo fossato, si svelano ai visitatori il progetto e i criteri architettonici del celebre ingegnere militare Francesco di Giorgio Martini, operante alla corte d’Aragona nel XV secolo. Tra scetticismo, superstizioni ed orride fantasie, c’è chi giura di aver assistito personalmente a strani fenomeni all’interno dell’imponente costruzione: pare che nei pressi del mastio non sia raro sentire drammatici colpi di fruste, grida agghiaccianti, rumori fragorosi di passi nella corte e di pesanti catene battute ripetutamente sulle pareti, soprattutto durante le ore notturne.  In particolare, si narra che in molti, per secoli, abbiano visto la misteriosa ed evanescente figura di uomo a cavallo aggirarsi lungo il camminamento di ronda, nell’unico tratto ancora rimasto, e sulla torre Infame. L'ignoto cavaliere avrà destato sicuramente terrore e sbalordimento, se qualcuno sul finire dell ‘800 lo incise sulla parete di un' antica cella di detenzione, forse a ricordo di ciò che aveva visto o che aveva sentito raccontare.  Ma chi era effettivamente questo cavaliere? E’ realmente esistito? Non ci è dato sapere con certezza, tuttavia è alquanto curioso e interessante scoprire che un testo letterario del XIX secolo narra proprio la triste vicenda di un cavaliere, tal  Riccardo,  vissuto ai tempi che la città di Castrovillari combatteva contro il dominio degli Aragonesi. Il nobile, come altri, si era dato alla macchia per difendere la patria dallo straniero e, al tempo stesso, per sfuggire alle terribili persecuzioni aragonesi, rifugiandosi nei boschi alle pendici del Pollino e lasciando la sua promessa sposa, Elina, alla mercé della passione morbosa di Arrigo, un giovane che avendo incontrato la fanciulla, ne fu tormentato da insano amore non ricambiato.  Riccardo ed Elina si incontravano furtivamente, ma pare che il giovane Arrigo, desideroso di conquistare Elina e di porre fine a quegli incontri clandestini, con la complicità di un malvagio monaco paolotto, tal padre Nerino, noto a tutti in paese per le sue arti magiche e di stregonerie, uccise entrambi, finendo per morire egli stesso. Da allora, ogni notte, lo spettro dell’infelice Elina vaga affranta nei luoghi descritti dal racconto ottocentesco, mentre è probabile che sia proprio il fantasma del prode Riccardo a far sentire lo scalpitio del suo cavallo nel terribile Castello.  

 

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