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I beni perduti di Palazzo Musitano a Castrovillari

Il ricercatore e storico medievale castrovillarese Giuseppe Russo ha pubblicato qualche anno fa in "Archivio Storico per la Calabria e la Lucania" un documento eccezionale risalente al 5 novembre 1607.

Si tratta dell’inventario dei beni presenti nel palazzo Musitano ubicato nella Giudeca di Castrovillari e richiesto da Giulia de Abenante e dalle sue figlie Zenobia e Virginia Musitano. L’inventario è  straordinariamente interessante per lo studio di particolari parole della lingua castrovillarese seicentesca: un lungo elenco di oggetti d’uso quotidiano e di tessuti anche d’importazione, provenienti dalle Fiandre, dall’Olanda, da Faenza, da Cava e da Laino. Lo stesso inventario descrive minuziosamente con importanti dettagli il palazzo Musitano divenuto poi proprietà della famiglia dei baroni Salituri.  Dopo un primo accurato elenco della suppellettile rinvenuta nelle stanze del palazzo, si procedette tre giorni dopo all’inventario delle carte d’archivio conservate nello scrittoio dello studio, frattempo sospeso perché non si trovava la chiave del cassetto del tavolo, all’interno del quale furono ritrovati molti contratti tra cui alcuni rogiti che riguardavano gli ebrei di Castrovillari dai quali i Musitano acquistarono delle case che si trovavano adiacenti alla loro, ampliando notevolmente il nucleo originario del loro palazzo. Ne riporto soltanto qualche stralcio «[...]nella prima camera posta di fronte la chiesa di Sant' Andrea (per intenderci dove c'è oggi la sede del Lambretta Club n.d.r.)  c'erano [...]uno paro di lenzoli usati, una manta bianca usata con la lettèra et pedistalli usati, [...]nell’altra camera verso Coscile c'erano una cascia di noce usata dentro la quale c'erano[...]uno paro di lenzoli di tila di casa fina a tele, [...] dieci tovaglie di faccie usate, due tovaglie fiandinese usate, una cascetta di Morano pinta, [...]una gonnella nova di raso carmosino, uno paro di coscini usati in bianco di tila di casa,[...]nell’altra camera verso il rione Murorutto c'erano [...]una cascia con certi fichi, cinque ciarre di creta[...] da tenere oglio, cinquanta libbre di filato di lino ordito[...] ».

Il racconto continua, stupefacente, ed è una meraviglia storica assoluta che ogni castrovillarese dovrebbe leggere e custodire! 

(Foto Gianni De Marco)

 

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