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Un eroe a Castrovillari: Dionisio Baratta

Della storia, dei valori e quindi delle cose che hanno rappresentato storia e valori della nostra amata Castrovillari non si è proprietari, ma responsabili e custodi

, avendo il doveroso obbligo di conservare tali preziosi cimeli per trasmetterli alle future generazioni, rappresentando essi quegli stessi valori che ci danno l'orgoglio di sentirci nazione. Faro guida dei valori di libertà, con il compito di protezione contro tutti i soprusi o abusi fatti al popolo di Castrovillari è sempre stata la famiglia Baratta i cui esponenti, lottando fattivamente per la loro amata città,  hanno pagato anche prezzi altissimi fatti di esili e prigioni. Uno di questi esponenti è stato il nostro eroe N.H. medico Dionisio Baratta. Nato nel 1820, studiò nella "fucina del diavolo", cosi definito il Collegio di Sant' Adriano a San Demetrio Corone dal  re Ferdinando II di Borbone, nel quale, insieme a suo cugino Giuseppe Baratta Pace, altro nostro grande patriota, conobbe i maggiori esponenti del Risorgimento del nostro Sud come Giovanbattista Falcone uno degli organizzatori dell' infelice spedizione di Sapri, Domenico Mauro e Domenico Damis, tutti illustri patrioti definiti, sempre dal re Ferdinando II,  "teste calabresi", che era un modo per definire allora tutte le teste calde del Regno contrarie al suo Stato. Dionisio Baratta partecipò all'assedio di Capua nel 1860 con Garibaldi,  conobbe e fu grande amico di Jessie White definita "Miss Uragano",  infermiera di Garibaldi e valorosa patriota,  ed ebbe una condanna a 25 anni di carcere da scontare in Procida poiché persona definita pericolosa dal momento che aveva partecipato ai moti del '48 (all' epoca egli aveva soltanto 28 anni) Questo eroe, come ci racconta il nostro Cristoforo Pepe nella sua opera "Memorie storiche  della città di Castrovillari",  con solo 5 compagni, Fedele Grisolia, Tommaso Martire, Benedetto D'Alessandria, Luigi Grisolia e Luigi Bonadies, tutti castrovillaresi, postati dietro alcuni ulivi, nei pressi della chiesa di santa Lucia, affrontarono  un' intera divisione regia che,  temendo l'imboscata di un elevato numero di "traditori"(per noi patrioti), si fermò per qualche istante, tanto bastò per permettere la ritirata agli uomini comandati dal suo amico e compagno il sacerdote Costantino Bellizzi, e per salvare la vita a tutta l'intera divisione dei patrioti che, rimasti incolumi, riuscirono a fuggire attraversando il selvoso burrone e il fiume Coscile,  mentre soltanto il capitano Dionisio Baratta per proteggere la ritirata dei suoi cinque compagni, ricevette una palla al piede sinistro. Concludo con una frase che usavano questi "ragazzi" eroi e che diceva proprio cosi: "da parte nostra certo non vi sarà vergogna",  che stava a significare la loro totale volontà di combattere fino alla morte per non dare vergogna alla nostra Castrovillari.  Questi erano, questo era il mio trisnonno N.H. Dionisio.Baratta, medico, capitano, patriota e sindaco di Castrovillari  negli anni 1881 - 82

(Alla mia amatissima moglie,la mia N.D. Alessandra Ciccarelli,  compagna sempre attiva e fattiva nella mia vita)

N.H. Paolo Baratta

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