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Toponimi e siti Templari a Castrovillari

Riflettendo sul fatto che gli insediamenti dei Cavalieri della Milizia del Tempio nel territorio di  Castrovillari sono andati distrutti e di essi se ne è persa ogni traccia, ad eccezione di quei possedimenti che passarono di proprietà dei Gerosolimitani, da studi e ricerche topografiche e toponomastiche,

 appare chiaro che molti luoghi sembrano mantenere una chiara denominazione templare. Osservando, tuttavia,  che da un punto di vista storico i Cavalieri della Milizia del Tempio intitolavano una struttura solo nel caso di costruzione ex-novo, mentre lasciavano il nome originale nel caso di subentro o nel caso di donazioni di chiese o di ospizi, interessanti appaiono ad alcuni toponimi presenti nel territorio in questione. A prescindere dai famosi toponimi dedicati alla Vergine ed  indicati sempre come Santa Maria seguita dal vocabolo “del Tempio” o da altro appellativo, importanti sono quei toponimi che utilizzano nomi di santi quali gli Apostoli, San Giovanni Battista, Santa Maria Maddalena,  San Lazzaro di Betania, San Bernardo, San Ilario da Poitiers, San Giorgio, San Tommaso Becket, San Gregorio Magno, San Pellegrino da Tallerona, San Dionigi di Parigi, San Nicola di Myra e Santa Caterina d'Alessandria. Anche il toponimo Palombari appare significativo poiché si trova  sempre nelle immediate vicinanze di insediamenti Templari ad indicare generalmente una torre di avvistamento provvista di colombaia (in Terrasanta i cavalieri Templari appresero dagli arabi l'uso dei colombi viaggiatori). E’ erroneo, invece, ritenere che il toponimo Commenda ad indicare l'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme o Cavalieri di Malta, con un Ospizio o Ospedale citato anche in documenti del 1271 e 1287, possa designare un luogo precedentemente templare, poiché tale denominazione viene attribuita soltanto dopo il 1400 agli ex possessi templari assorbiti da detto ordine. E’ altresì il toponimo Hospitale, ospitale, ospedaletto, ospizio, spedale  inteso come luogo di tappa e posto, di solito, fuori le mura della città od addossato ad esse per accogliere i pellegrini anche dopo la chiusura delle porte d'accesso alla città, un chiaro riferimento a sito templare. Anche  i termini Grancia o grangia vanno a indicare le fattoria o gli insediamenti rurali di conventi, ordini religiosi e ordini monastico-militari usati dai benedettini e dai cistercensi nelle loro zone di bonifica e di sfruttamento rurale ed in seguito usati dai Templari (una stretta relazionavi era tra i due ordini).  Cosi i toponimi Mason, masone, magione e simili, dal latino "mansio" e, per i templari, dal francese "maison" (casa) e il toponimo Mulino seguito dalla specifica "del Tempio" o dal titolo di uno o più santi) sebbene  ciò non sia una prerogativa dei Templari (solitamente ogni importante precettoria od ospizio aveva il suo corso d'acqua e relativo mulino). Degno di nota è infine il toponimo Peschiera con riferimento a probabile sito templare in considerazione del fatto che le precettorie che provvedevano autonomamente al loro sostentamento creavano peschiere artificiali, nel caso non ci fossero già quelle naturali, per allevare il pesce abbondantemente consumato dai cavalieri Templari.  Oltre a queste considerazioni di carattere generale,  abbiamo fonti documentarie lacunose, ma precise sulla presenza dei cavalieri della Milizia del tempio in Castrovillari che ci danno un’esatta  identificazione geografica dei possedimenti templari nel nostro territorio. In una pergamena latina del 1287 vengono assegnate le terre comprese dalla contrada del ponte fabbricato nella Matena inferiore, al di qua del corso del fiume Coscile fino al luogo denominato Caccavatum  al clero di Santa Maria, alla chiesa madre di Cassano, all’Ospedale di San Giovanni Gerosolimitano e alla sacra domus della Milizia del Tempio. Se la contrada Matina, sulla destra del fiume Coscile, segnalata anche come Piano di Bombacarei (legato al vocabolo bambagia) è oggi comunemente indicata tra le contrade Celimarro e Familongo, la contrada Caccavato, ove scorre l’omonimo torrente, si trova, invece, a sud di Maroglio.  Padre Russo parla di una chiesa di Santa Croce del monastero della Militia Templu e si ha notizia di una contrada Santa Croce indicata a nord-est di Masseria Salituri, al confine con la contrada Trapanata. In un atto del 1290 si legge la vendita di una terra situata in Castrovillari, in contrada Donnici, i cui confini erano la via pubblica, la terra del compratore e la terra della Milizia del Tempio. La contrada Donnici, ricordata in diversi atti del XIII secolo e nota per la coltivazione del cotone, doveva trovarsi presumibilmente nella zona che oggi corrisponde alle contrade  Matina - Cammarata. Successivamente in un atto  del 1325 si apprende della donazione di una terra boscosa situata in Castrovillari, in contrada Volta di Misfa, i cui confini sono il fiume Cochile, il vallone detto delle Porticelle, il vallo che confina con la terra del Tempio e la terra del feudo di domno Giordano Sanfelice.  Nel 1327, un altro atto di vendita documenta che una terra da bambagia situata in Castrovillari, contrada Agresto, confinata dalla chiesa di Cassano, dalla terra della Milizia del Tempio e che allora si possedeva dall’ospedale di San Giovanni Gerosolimitano e dalla via. La contrada Agresto denominata anche Braca Larga e situata a sud di Celimarro, confinante con Foresta, Coscile e Varco di Ammendola, viene a comprendere anche la contrada Aranci, dunque un’area molto vasta. 

Ines Ferrante

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