Menu

Prigionieri del passato nel castello di Castrovillari

Da atti notarili risalenti al XVI e XVII secolo, custoditi presso la Sezione dell’Archivio di Stato di Castrovillari e dai Registri dei Defunti conservati nella parrocchia della SS. Trinità, emergono notizie straordinarie che, come piccoli pezzi di un puzzle, contribuiscono notevolmente a ricostruire la storia del Castello Aragonese di Castrovillari e le sue drammatiche vicende.

Frutto di studi e di ricerche ancora in corso, dunque ancor più importanti e preziosi, a darcene notizie è Tiziana Rizzo, che in anni di trascrizioni ed indagini filologiche, sta tentando una disamina storiografica della società del nostro paese nell’antichità. La Rizzo ha gentilmente concesso all’Associazione Culturale Sifeum alcuni dati ed elementi di grande interesse storico, nonché nomi, incarichi e circostanze che fanno luce su  alcuni momenti salienti della vita nella terribile prigione medievale. Si tratta, in particolare di atti di Exculpatio et remissio colpae, ossia ritiro dell’accusa e conseguente scarcerazione. Tra le imputazioni si evidenziano accuse per omicidi, stupri, furti, adulterio, esorcismo, aggressioni. Molto interessanti risultano alcuni atti riguardanti mandati d’inquisizione e  consegne di carcerati tradotti da un carcere ad un altro e querele per tortura praticati ai danni di cittadini della provincia di Calabria Citra, tutti carcerati, più o meno a lungo, nel Castello Aragonese. Ciò che avevamo intuito, ciò che avevamo ipotizzato si è tradotto in una verità storica davvero incredibile, per cui essendo compito preciso del nostro spirito associativo la divulgazione, ci apprestiamo a pubblicarli, cosi come trascritti dalla Rizzo, evidenziandone tutti i dettagli.  E’ uno spaccato di quel mondo medievale di cui ora rimangono solo le pietre e, per fortuna, le carte, salvate all’incuria degli uomini e del tempo,  è il chiaro esempio di una società ancora arretrata e vittima dell’abominio feudale, ove spesso, ancora una volta, ai nobili e benestanti era concesso il privilegio di un sommario e frettoloso processo e, molto spesso, grazie all’intervento del vicario foraneo si provvedeva, mediante fideiussione o cauzione alla  scarcerazione, mentre la povera gente che osava ribellarsi era destinata a marcire nella “fossa”e di essi non si ha più alcuna notizia. 

Atto di scarcerazione 1529 - 5 dicembre, Castrovillari

Il Rev. D. Nicolaus Angelus Philomenus, vicario foraneo, intende scarcerare sub fideiussoria cautione  Leonardo de Gaudio reperiri carceratum in castro Catrivillarum per cause pendenti (Corp. Relig., Clero di San Giuliano, carta sparsa)

 

1559, Febbraio 2, II ind. Castrovillari

Il m.co Giulio Capuano, castellano del carcere di Castrovillari, a nome e per conto del m.co Vincenzo Antonio Bono viceduca di Castrovillari, dichiara di dover scarcerare per ordine del suddetto viceduca, il nobile Agostino Sagnazzo, carcerato in castro Castrovillari, su richiesta fatta dal m.co Pomponio Sagnazzo e sottoscritta dal viceduca (not. Luigi Donato junior 1558-1559 c. 89r)

 

Consegna di Carcerati

1559 –  Dicembre 26, II ind. Castrovillari

Il nobile Francesco Montisano, luogotenente del m.co Andrea Sanazario, regio capitano di Campagna delle Provincie di Calabria, dichiara innanzi al m.co Vincenzo Bono, viceduca di Castrovillari e al m.co Giulio Capuano, prefectus arcis di Castrovillari, di consegnare al suddetto viceduca,  pro ordine regio, i Magnifici Giovanni Tommaso Policastrello di Castrovillari e Paolo Miglio di Aiello, carcerati nel carcere di Castrovillari citra tamen privilegiorum dell’Ill.ma donna Duchessa di Castrovillari (not. Luigi Donato  junior 1558-1559 c.49r)

 

 Remissio Querelae Torturae 1573 – Febbraio 14 I ind. Castrovillari

Carluccio Troppello di Castrovillari, innanzi al viceduca, dichiara che nei giorni scorsi espose querela contro Ovidio Mancino di Roggiano de indebita tortura data a Guglielmo Troppello suo figlio. Ma volendo seguire l’esempio cristiano lo rimette dall’accusa (not. Luigi Donato junior 1573, c.37v)

 

 Fuga dal carcere 1575, Febbraio 17, Castrovillari

Desio Nepita, padre di Persio Nepita, dichiara che nei mesi passati suo figlio fu citato dalla regia principale audientia  pro  cospiratione ad fugam insieme al fu Cesare Pagliaminuta dal carcere di Castrovillari. Non avendo più notizie del fuggiasco, salvo che si trovi a Roma per partecipare al Santo Giubileo e raggiungere San Giacomo di Compostela, chiede che venga sospesa l’inchiesta.

(Miscellanea, not.  Persio Rizzo, c.169r)

 

 Consegna  donna gravida in carcere 1575 – Febbraio 23, Castrovillari

Aloysio de Vigliena, capitano regio della provincia di Calabria, per manus consegna al sindaco dei nobili Desiderio Campanella e al sindaco dei popolari Polito Trapani, donna Dianora de Perna, moglie del fu Cesare Pagliaminuta, pro carcerata et cattiva, la quale trovandosi al momento pregna per questo non può essere trasportata carcerata nella città di Cosenza, stando alla fede fatta da donna Tiberia Salerno, mammana, e dal dottor Camillo Iannoccaro. Pertanto i sindaci promettono  di tutelarla omnem risicum et periculum e di non consegnarla a nessuno se non alla regia curia ( not. Luigi Donato junior 1575 c. 351)

 

Atto di scarcerazione 1579,Aprile 15, Castrovillari

Il m.co Giulio Policastrello, vicario foraneo, dichiara che trovandosi don Alfonso Matera di Castrovillari carcerato pro causa concubinato cum Preziosa della Saracena impetra che venga rimesso dalla carcerazione e,  mediante fideiussione, redimerlo carcerato nelle sue case situate nella contrada  La Cattolica per tutto il 27 del mese di aprile e promette di farlo  restare carcerato in casa come loco carceris et pede non discendere né giorno né notte fino al termine di licenza prescritto dal vicario (not. Cesare delli Puzzi 1579 c. 182)

 

 Carcerazione 1579, Luglio 31, Castrovillari

Giulio Policastrello, vicario foraneo concede D. Pietro Boninsegna di Castrovillari, il quale si trova carcerato in castro, perché è uscito dalla diocesi armato, di riabilitarlo prestando fideiussione per poter esser carcerato nella terra di Morano fino al 15 aprile entrante. (not. Cesare delli Puzzi 1579 c. 552)

 

Remissio Carceratione 1579, Dicembre 10,  VIII Ind. Castrovillari

Il vicario foraneo Nicola Angelo Filomeno dichiara che Leonardo Gaudio di Castrovillari, si trova carcerato perché inquisito di apostasia nella terra di Castrovillari e siccome è anche ammalato chiede che gli sia concesso, non trovandosi pleggiaria di preti, di poter usufruire di preti e secolari (not. Cesare delli Puzzi 1579 c.892)

 

 Tortura e condanna a morte 1580, Marzo 24, Castrovillari

Delio Policastrello, carceratus in fortiis da don Robertucius, auditore regio,  trovandosi ormai moribondo presso le case del magnifico Orazio Pistoya, dichiara di essere stato più volte tormentato per costringerlo a deporre e  confessare quello che la regia curia pretendeva e perciò, a causa dei molti tormenti subiti, confessò molti delitti per i quali è stato condannato a morte. Nel confessare, sotto tortura, fece i nomi dei magnifici Camillo Spinelli e Giovanni Battista Malavolta, ma ora  dichiara di aver fatto questi nomi, sia per far terminare al più presto i tormenti, sia per odio e inimicizia che portava contro di essi nominati e non perché avessero commesso il fatto. Dovendo perciò morire ritratta l’accusa «perché presso Dio nessuna cosa si può nascondere » (not. Marcello Donato 1580 c.226)

 

 Scarcerazione 1586, Febbraio17, Castrovillari

Si dichiara la scarcerazione del giudice Pietro de Guido di Castrovillari debitore per pleggi.ai magnifici  Giovanni Battista Lopez e Vito Antonio e Federico La Monaca (not. Marcello Donato c.832)

 

Provisione Carcerati 1587,Gennaio 18 XV Ind., Castrovillari

Provisione di Francesco Carrafa, mastro de campo de fanteria italiana, governatore e capitano generale della provincia di Calabria Citra in cui dichiara al mastro giurato della terra di Castrovillari che in lo carcere di questa regia audientia di Castrovillari si trovano carcerati Fabio Quaranta di Cava, capitano di questa terra e Troyano Policastrello mastro giurato inquisiti per la fuga di Andrea Pascale,  pubblico delinquente. Mediante decreto sono stati abilitati ad pleggiaria di oncie 50 e di ritornare in decto carcere entro un mese (not. Cesare delli Puzzi 1587 c.92)

 

 Consegna Carcerato 1589 – 21 Giugno, Castrovillari, presso il Castello di Castrovillari

Davanti al nobile Scipione Spatario, castellano, viene presentato il seguente mandato de capiendo: per ordine di Ferdinando Gonzaga, principe di Molfetta, conte di Guastalla e di Campobasso, reggente della curia, si intende requisire Valerio Fazio di Morano per alcune cause contingenti i pagamenti fiscali. Per la qual causa si trova carcerato nel  carcere della magna curia ed essendo malato, viene abilitato in una camera del carcere di Castrovillari con la cauzione di once tre per quindici giorn,i fino alla richiesta di presentarsi nelle carceri della magna curia (not. Cesare delli Puzzi 1589, c.542)

 

Consegna carcerato 1590 – 19 Marzo III ind. Castrovillari

Francesco Longo di Castrovillari viene consegnato come carcerato nel castro di Castrovillari a Manilio Marino, castellano, per ducati tremila dovuti alla regia curia per fideiussione (in Miscellanea notai di Castrovillari, Marcello Parnasio, c.76)

 

 Consegna Carcerato 1590 – 20 Maggio III ind. Castrovillari

Giovanni Giacomo Monaco dichiara che mentre era governatore di  Castrovillari, il 24 marzo 1590, mentre si svolgeva la fera della Nunziata, il m.co Scipione Cappelli di Castrovillari mastrogiurato «gli portò dinnanzi un cittadino di Ursumarso che si faceva chiamare Terenzio Russo e lo aveva sorpreso che portava una scoppetta de fucile e interrogatolo lo fece portare carcerato nel Castello di Castrovillari. Ma su commissione di Francesco Carrafa fu scarcerato per aver incorso pena». (not. Cesare delli Puzzi 1588-1599 c.91r)

 

 Consenso per liberare presunto omicida 1592 – 5 Ottobre, Castrovillari

Tiberio Iannitelli e Prospero Pugliese dichiarano che Roberto Iannitelli , figlio di Tiberio, si trova inquisito presso la curia di Castrovillari e quella della regia audientia, per un presunto omicidio commesso in persona del fu Francesco de Vocino. E, considerato il fatto che secondo Tiberio suo figlio Roberto è innocente e non potendo andare a dimostrare la sua innocenza e sia a causa dell’età che degli affari, affida l’incarico a Prospero Pugliese affinché con la somma di cinquanta ducati  riesca a liberare suo figlio Roberto (not. Ottavio Donato c.77v)

 

Protesta dell’Universitas contro i numeratori 1595, Ottobre 25, Castrovillari

L’Università di Castrovillari protesta contro i numeratores Giovanni Alfonso de Santis e Giovanni Battista Valente, perché gli è giunta notizia che detti numeratori, contravvenendo alle istruzioni della Regia Camera, girano di notte e di giorno, dentro e fuori la città soli senza mastrogiurato atterrendo e carcerando cosi huomini come donne honorate, dal che potrebbe nascere qualche scandalo per non essere conosciuti (not. Marcello Parnasio c.24r)

 

Mandato di Inquisizione 1597 – 25 Ottobre XI ind. Castrovillari

Mandato di inquisizione contro i clerici Giovanni Tommaso e Giovanni Girolamo Sanseverino di Castrovillari per insulto cum sanguinis effusione, fatto negli anni passati a danno di Bartolomeo Galterio, per la qual causa il clerico Giovanni Tommaso si ritrova carcerato perché inquisito dal Regio Consiglio (in Miscellanea Notai di Castrovillari, Persio Rizzo, c.1572)

 

Consegna carcerati 1603 – 8 Settembre, Castrovillari

Ascanio Bruno di Rotonda consegna i carcerati Scipione de Galterio di Mormanno e Giovanni Antonio Bardone di Verbicaro per trasportarli nel carcere di San Lorenzo (not. Pagliaminuta Fabio, 1603 c.44v)

 

 Consegna di carcerati 1609, Settembre 4,  Castrovillari

Giovanni Domenico Pugliese, signore e barone di Casalis Novi (Frascineto) consegna a Giulio Calà di Castrovillari tre uomini del Domanico: Francesco Bruno di Domanico  statura iusta cum barba castagna cum neo in mascilla dextra; Girolamo Vener di Domanico iusta statura absque barba cum uno neo in barba in parte sinistra et cum ungue  indicis manus dextra devastata. Da consegnarli al carcere di Cosenza (not. Fabio Pagliaminuta, 1609, c.104)

 

 Consegna di carcerati 1644,Settembre 21, Castrovillari

Opo Barbastefano consegna nel carcere di Castrovillari Giuseppe Frascino di Frascineto inquisito e carcerato (not. Manfreda Giuseppe 1644  c. 167)

 

Accusa di esorcismo 1678, Gennaio11,  Laino

Giovanni Agostino Gazzaneo dichiara di essere stato accusato dai maligni di don Carlo de Leo che i il predetto sia andato con la cotta, la stola e l’aspersoriod’acqua santa ad esorcizzare nella casa del fu Andrea Gazzaneo, padre del detto Agostino, al fine di ritrovare denari in essa casa. Accortosi ed informato che è una bugia, discolpa don Carlo de Leo (not. Lorenzo Cerbino c. 2v)

Leave a comment

back to top

Login or Sign In

Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.