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Case medievali

Nel luglio del 1272 un certo Perro e sua moglie Guglielmina vendono per quindici tarì d’oro una loro casa di legno posta dentro Castrovillari, nella parrocchia di S. Maria della Torricella, casa confinante con altre due abitazioni, la via pubblica e la rupe. Quest’ antico atto di vendita testimonia come a Castrovillari e, del resto, in molti paesi del Sud,

le case del popolo, durante il medioevo e fino a tutto il secolo XVI, fossero  costruite in legno, materiale che già con l'arrivo dei popoli barbari in Italia, soprattutto dei Longobardi, divenne dominante per le abitazioni più umili, e tuttavia, facile preda delle fiamme. Probabilmente queste case dovevano essere molto piccole, solitamente a pianta rettangolare e costituite da  un’unica stanza con un forno, una legnaia ed un caminetto centrale che successivamente, a partire dal 1200, venne sostituito dal camino a muro. Il pavimento doveva essere coperto di paglia o di altro materiale vegetale. I mobili  erano molto poveri:  un tavolo, qualche seggiola e un letto addossato alla parete  e costituito da un  pagliericcio su  tavolati o da un  graticcio sostenuto da canne distese per terra.  Gli  armadi, quando c’erano, servivano  da ripostigli, per gli strumenti da lavoro, mentre i pochi vestiti venivano conservati nei  grandi cassettoni. Le case medievali erano anche ricovero per gli animali di proprietà. Poche erano le finestre e la luce veniva presa direttamente dalla strada, i  bagni, di solito, erano le tinozze, mentre per il rifornimento dell' acqua occorreva raggiungere le fontane poste nella piazza principale, nei vari rioni o lungo la strada.  Le case più abbienti potevano avere anche qualche loggia coperta, balconi e tettoie anch’esse di legno ed, oltre al pianterreno, anche altri piani superiori. Il soffitto era in genere formato da travature in legno. Le altre abitazioni, erano in muratura e rivestite di intonaci colorati. A partire dall'XI secolo vengono utilizzati in modo particolare mattoni di tufo, sebbene  gli edifici più modesti, utilizzassero ancora  materiali scadenti, come pezzi di laterizi spezzati, malta poco legante, e  talvolta tegole di tetti di epoca romana reimpiegati come mattoni. La casa in muratura, chiusa, stretta e alta come una torre, chiamata casa palatiata,  è divisa a più piani con pochissime stanze per piano. Al pianterreno si trovava di solito un fundaco destinato al deposito delle  ma anche luogo di contrattazione quando affacciava sulla strada.

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