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I templari in Calabria

In Calabria ogni luogo nasconde uno scrigno di storia, di arte e di cultura, ma anche di straordinarie leggende e di misteri ancora tutti da risolvere.  Ciò affascina e intriga gli appassionati e i curiosi, pur nel tentativo di una qualche plausibile e documentata riconsiderazione storica di  eventi, come quello intricatissimo che si lega alle vicende dei cavalieri templari.

In particolare, nella città di Castrovillari, quella che Amato di Montecassino, in pieno medioevo, chiamava "lo castel de vallaire", il castrum delle villae romanae, la rocca inespugnabile, assediata e conquistata dopo tre settimane, soltanto per fame, dalle genti normanne, a Castrovillari, dunque, ridente cittadina adagiata alle falde del Parco Nazionale del Pollino, il più grande d’Italia, vi è una zona comunemente conosciuta come “Conca del Re”, appartenuta a Mabilia, figlia del normanno Roberto il Guiscardo e moglie di Guglielmo di Grantmesnil, divenuto, a sua volta,  signore di Castrovillari.  Adiacente alla località  Conca del Re si trovava la cosiddetta “Vallata di Sant’Adriano”, citata in un’antica pergamena, “Sancti Adriani Vallis oblicium Conca in CastriVillarum demani”.  Sembra che proprio qui avrebbe dovuto trovarsi un’ antichissima abbazia dell’ XI secolo di cui, però, già dal 1229 si sono perse le tracce. Che fine ha fatto quest’abbazia? Come risulta dalle trascrizioni di alcune pergamene, di cui una risalente ai tempi dell’imperatore svevo Federico II (1229), fatte da un cavaliere di Malta nel 1600 e di cui se ne conservano le riproduzioni all’Università Cattolica di Milano, Castrovillari era sede di una Precettoria Templare il cui priore dichiarava di sovraintendere tutti gli stabilimenti templari di Calabria. Che fine ha fatto, a questo punto, anche la Precettoria? Ma procediamo con ordine nella trama di questo complicato intreccio storico e leggendario: sappiamo che intorno al 1070 un gruppo di monaci provenienti dalla Calabria aveva raggiunto la foresta delle Ardenne, proprietà di Goffredo di Buglione. Qui essi ottennero la protezione della duchessa Matilde di Toscana la quale donò ai monaci un vasto appezzamento di terreno su cui sorse la famosa abbazia di Orval. Con loro pare ci fosse anche Pietro l'Eremita. Dopo qualche decennio, quei monaci scomparvero misteriosamente, ma poco più tardi, furono segnalati a Gerusalemme, presso l'abbazia di Nostra Signora di Sion, per organizzarvi “un consesso segreto diretto da un misterioso vescovo proveniente dalla Calabria..".  In realtà questo lo troviamo riportato dagli autori Baigent - Leigh - Lincoln nel loro celebre libro  "IL Santo Graal" e sappiamo, invece, che il fantomatico priorato di Sion fu fondato soltanto nel 1956 da Pierre Plantard che basò tutte le sue teorie sulla falsificazione di pergamene depositate a Parigi sotto uno pseudonimo e che gli stessi autori Leigh, Baigent e Lincoln usarono per scrivere il loro volume. Plantard venne denunciato, la sua casa perquisita e durante l'interrogatorio ammise che si era inventato tutto di sana pianta, tuttavia,  negli antichi annali dell' abbazia di Orval, presa, poi, da san Bernardo da Chiaravalle che vi fondò il suo convento,   pergamene autentiche attestano che i monaci che la fondarono provenivano da una città della Calabria Citra lungamente assediata, proprio intorno al 1070, da parte del conte Ruggero il Normanno. In quel periodo, si sa, i Normanni stavano conquistando appunto i territori della Calabria settentrionale: nel 1064 presero Cosenza, l'anno dopo Rossano, mentre già dal 1049 era stato preso Sant' Antonio Stridulo, allora casale di Castrovillari, ora luogo ove sorge Spezzano Scalo. L'unica città che subì un lungo assedio fu, appunto, Castrovillari, situata nel nord della Calabria Citra, strategicamente importante perché sull’ antica via romana Popilia-Annia, unica strada di comunicazione fra la Sicilia e il resto dell'Italia, attraverso la Calabria. Da ricerche storiche pubblicate ultimamente è emerso che l'assedio dei normanni iniziato nel 1064 durò non fino al 1067, ma fino al 1073. Verò è che a Castrovillari esisteva un' importantissima zona monastica eremitica antecedente l'anno 1000 e diverse cittadine di Calabria Citra erano sede dei Capitoli Provinciali Monastici come la già citata  Sant'Antonio Stridulo, casale di Castrovillari, dove nel 1048 vi era un’ abbazia Cistercense Provinciale, per cui è probabile che proprio da questi posti avrebbero potuto provenire i monaci fuggiti ad Orval. Alcuni studiosi, sulla base di alcuni antichi documenti tuttora esistenti, sostengono che a raggiungere Orval siano stati gli eremitani di Sant’Agostino, capeggiati da Ursus, l’abate che dirigeva l’abbazia della Matina di San Marco Argentano. Pare addirittura che essi avessero trovato, intorno al loro insediamento, qualcosa di interessante che riguardava la “X Legio Fretensis” e il Tempio di Salomone. Ad Orval quei monaci furono fra i precettori di Goffredo da Buglione. Fu lui e suo fratello, quale re di Gerusalemme, a costituire il primo nucleo di cavalieri che qualche anno dopo la sua morte andarono a formare i Templari.  Da una bolla papale risulta che nel 1168 i Templari avevano già una domus a Castrovillari e che tale domus nel 1230 sovraintendeva a tutti i stabilimenti templari calabresi. Nel 1230 Castrovillari risultava come la seconda Capitale Templare nel Regno di Sicilia dopo Messina. Da altre fonti storiografiche e documenti originali tutt’ora esistenti, come un atto testamentario del 1287 conservato nella Biblioteca "Umberto Caldora" di Castrovillari e gli stessi  atti del Processo di Brindisi, risulta che nel territorio di Castrovillari esistevano almeno tre siti templari andati perduti e che uno di essi fosse anche sede del precettorato regionale. Dagli atti del processo brindisino risulta che l'ultimo precettore della domus di Castrovillari venne arrestato il 1307 e in un’altra una bolla risulta che tale domus venne soppressa tra il  1311 e il 1312, assieme a tutto l'ordine Templare. Risulta anche che i possedimenti passarono ai Cavalieri Gerosolimitani, cioè ai Cavalieri di Malta. La presenza di una postazione templare nel territorio è ulteriormente rafforzata dal ritrovamento di una misteriosa iscrizione incisa sulla parete di quella che sembrava essere, in origine, una grotticella eremitica,  situata sotto l'ultimo terrazzamento lungo la via del Fiumicello, quasi nei pressi della antica via di san Rocco a Castrovillari,  adattata in tempi recenti a ricovero di animali.  La piccola grotta ha subito recentemente un crollo èd è andata in gran parte distrutta a causa delle continue manomissioni dell'uomo che vi è ha inopportunamente costruito la rete fognaria che scende dal santuario della Madonna del Castello a san Rocco. L’iscrizione in questione riproduce una croce equilatera, a bracci, rozzamente incisa, del tutto simile a molte croci rinvenuti in siti templari italiani ed europei,  e alcune lettere ancora indecifrabili. Altri dubbi, ancora, rimangono da sciogliere, in questo territorio, come quello di capire che fine abbia fatto la chiesa di “Sancta Crucis Milite Simplu” citata in altre antiche pergamene? E’ plausibile che essa si trovasse su quel pianoro in località Santa Croce come risultava dalle Carte Igm fino agli anni 50', località poi cancellata? Oggi il pianoro è denominato San Leonardo mentre la vallata sottostante mantiene il nome Santa Croce. Poco distante, nella zona chiamata "Fosso di San Leonardo",  si trovano i i resti della Chiesa di San Leonardo e gli stessi membri della Confraternita di San Leonardo, ancora negli anni 30' del ventesimo secolo partecipavano alle processioni della Via Crucis con tonache nere e croci rosse su di esse impresse. Infine ci si chiede se davvero, come sostengono numerosi ricercatori, i volti litici presenti su una vecchia fontana situata in piazza san Giuliano, sistemata lì circa una ventina di anni fa, rappresentino tre cavalieri templari. In effetti i tre mascheroni in pietra non sono affatto figure antropomorfe apotropaiche tipiche nelle rappresentazioni delle fontane, ma sono tre ritratti uno diverso dall’altro di uomini. La fontana sembra provenga dalla Commenda dei Cavalieri di Malta che, come ben sappiamo, ereditarono tutti i possedimenti templari. Il volto centrale, poi, reca impresso sulla fronte un misterioso simbolo esoterico, del tutto simile al caduceo di Ermes Trismegisto che, analizzato da esperti con adeguate apparecchiature, ha una patina di oltre cinquecento anni, dunque non è assolutamente un falso recente. Sebbene molto rimane ancora da scoprire, si può affermare con una certa probabilità che l'ordine dei cavalieri Templari non è semplicemente “passato” per Castrovillari, ma di fatto qui è stato almeno per due secoli, rivestendo una notevole importanza storica, economica, religiosa, politica e sociale.

 

 

 

 

 

 

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