Menu

Il culto dell'acqua ieri e oggi

Le pratiche cultuali legate alle “acque”, hanno radici così profonde da perdersi nella notte dei tempi. Gli antichi conoscevano la forza vitale di tale elemento naturale, indispensabile negli aspetti pratici di sviluppo e sopravvivenza di una città, ma, ravvisarono nell’acqua anche un’essenza divina incarnazione della potenza fecondante.

Fu quindi breve il passo che portò le genti a personificare fiumi e fonti, assimilandoli a vere e proprie divinità a cui rivolgere la piena devozione. In Magna Grecia a parlare di ciò sono esemplari di monete, recanti rappresentazioni collegabili con l’acqua: emissioni sibarite e taurine, le prime con toro retrospicente identificabile con la fonte del fiume Coscile, e le seconde recanti una testa giovanile con corno sulla fronte da assimilare al fiume Crati come ancora altre evidenze archeologiche mostrano il fiume Acheloo protettore di limpide acque. Nelle tradizioni di fondazione delle colonie, un elemento qualificante per la nascita della città era la fonte di fiumi capaci di renderla potente e funzionale. Affluenti che spesso diventano eponimi: esemplare è la nascita di Sibari sorta tra Coscile e Crati; ma ancora Metaponto, tra Bradano e Basento; Locri, tra Fiumara di Portigliola e l’antico alveo del torrente Lucifero. La costruzione di grandi santuari posti in prossimità delle foci dei fiumi coronava e garantiva il confine delle polis; ammirevoli a tal proposito gli heraia di Metaponto e Sele. Se si monumentalizzavano le aree in cui l’acqua sgorgava quando invece la sorgente era distante, pozzi e canali ne permettevano l’utilizzo o garantivano l’evacuazione delle acque di scarico. Allo stesso modo l’imminente vicinanza ai corsi d’acqua implicava impaludamenti delle aree: Sibari e Metaponto furono cittadine che si videro costrette a rialzare il livello dell’abitato a causa dell’affioramento di falde acquifere. Ma ciò che più incuriosisce, è scoprire come l’acqua fosse utilizzata nella sfera religiosa. Molteplici erano le forme di abluzione praticate nelle più svariate manifestazioni - prima del banchetto, del matrimonio, del parto ecc. Pratiche antiche ma ancora presenti: oggi l’ uso dell’acquasantiera all’ ingresso delle chiese ad esempio richiama la presenza di un bacile di trachite all’ entrata di templi, nuraghi e pozzi sacri. Lo scaturire dell’acqua dava il senso di rinnovo e quindi, l’impossibilità temporale di contaminarsi, la rendeva pura: un esempio si ha nei culti eleusini, quando i mystai-celebranti ornati di mirto si immergevano nelle acque del mare  per infondersi energia vitale. La stessa cosa si svolgeva per le statue che sommerse nel liquido si credeva rinforzassero la loro potenza divina. Ancora secondo un’altra tradizione, le donne sposate solevano immergersi nelle mari subito dopo l’uomo per beneficiare della potenza fecondatrice che ne derivava. Ma vi era anche la purificazione nelle acque intesa come passaggio dallo status di fanciulla a donna sposata. Un documento di grande pregevolezza è la lastra della “tomba del tuffatore” scoperta a Poseidonia; in cui il salto dell’uomo dal trampolino nel mare, non indica di certo il transito alla morte, quanto invece la rinascita in un’altra vita ultraterrena come esplicitata nelle dottrine misteriche. Per il trasporto e la conservazione delle acque i louteria e le hydriai erano funzionali ma accanto agli autentici manufatti, nei depositi votivi di molti templi, il ritrovamento di modellini miniaturizzati di bacili e vasche alludono a cerimonie di purificazione con l’acqua, corredate, a loro volta, da dediche in onore di Demetra. Così come lavacri e aspersioni si effettuavano sul cadavere prima della sepoltura ma anche dopo, mediante tuboli in terracotta che costituivano il tramite tra sfera terrena e sotterranea. L’acqua intesa ancora come elemento che permette di superare la morte si evince dalle laminette orfiche di Hipponion, Petelia e Thurii ove si legge che è meglio bere nel lago del Mnemosyne per accedere alla sacra via. Nella sfera metaforica superare un corso d’acqua, riproponeva il passaggio del Lete per giungere all’Averno, visione riprodotta in una raffigurazioni dipinte in Magna Grecia: la lastra tombale 47 di Andriuolo, a Posidonia, di metà IV secolo raffigura una barca con un personaggio alato, forse Caronte con un’anima.    Ma non esiste nel mondo della mitologia greca una divinità Acqua, la sua funzione può essere svolta dalle ninfe che assumono la personificazione di fonti e sorgenti, quali la ninfa Satyria o Medma.  Anche la grotta, rientrava tra i luoghi muniti di sacralità grazie all’accostamento con l’acqua che scaturisce e giace al suo interno. Antro naturale che partorì il mito dionisiaco divenendo  tramite perfetto per gli oscuri vaticini, o si pensi alla Sibilla Cumana sacerdotessa di Apollo e figlia di una ninfa. Altresì Zeus era signore dei fenomeni meteorologici, dispensatore delle acque e Poseidon dio del mare e causa delle disavventure di Ulisse.

Ora, o tu creata dal mare celeste…
considera accettato il voto ed esaudito,
se non è privo di spirito e indegno della grazia d'amore
”. (Catullo carme 36, 11-15)

La più bella e sorridente fra le dee, è Afrodite che non poteva nascere se non dalla calda spuma del mare dinanzi alla spiaggia di Paphos (Cipro) e in suo onore i santuari sorsero nei pressi del mare, esterni alle mura cittadine. Per concludere l’acqua con la sua energia vitale oltre a essere elemento primario per la sopravvivenza degli uomini si è fusa nelle pratiche devozionali dalla preistoria fino ad oggi, spesso senza soluzioni di continuità né grosse differenze, tra manifestazioni che conosciamo e ritroviamo odiernamente. Oggi la riscoperta di siti e fontane oltre a sensibilizzarne l’uso dell’elemento primario, aspira e punta alla tutela dell’habitat dell’acqua in natura, nella consapevolezza che le acque pulite in un futuro, più prossimo che mai, sono quotate come il petrolio.

Carmelina Guida

Leave a comment

back to top

Login or Sign In

Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.