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Dipingere il presente come finestra sulla storia

Dalla vivace matericità della tela dell’artista Tina Pintaura alla provocazione concettuale e dissacrante di un mito, per molti, come Mao, del giovane artista Matteo Grisolìa, la collettiva d’arte esposta alla Galleria La Bilancia di Castrovillari, ci racconta la contemporaneità dell’arte e la necessità che continui a parlare alla nostra anima, ai nostri cuori e alla nostra mente.

Gli artisti si cimentano in questa avventura del racconto “visionario” con le loro opere e con le diverse declinazioni del loro linguaggio pittorico. Quadri come finestre sulla storia e la vita della contemporaneità, veri e proprio trait-d’union tra lo spirito estetico dell’artista e il mondo, capaci di proiettarci nella fantastica ed inconfessabile nostra intima relazione con esso. Ogni quadro con la sua rappresentazione ci racconta la storia dell’artista e dell’arte, dalle immagini impressioniste dell’artista Enin Shaqia e il realismo dei paesaggi di Giuseppe Diodati, al surrealismo del sogno di Michele Coschignano, passando per la scomposizione delle figure del primitivo cubismo degli artisti Antonio Grobi e Biagio Capparelli, per finire con le eteree e graffianti raffigurazione metropolitane di Francesco Gagliardi. In occasione di questa nuova mostra organizzata dall’infaticabile Salvatore Diodati nella sua Galleria d’Arte La Bilancia, frutto della sua passione per la cultura; un amico artista mi scrisse: “se ci sono rivolte vengo! Largo alle avanguardie!!! Progresso, energia”. Gli risposi: “quella pittorica di sicuro”.  Mi rispose:  la pittura è morta da almeno 200 anni ma nessuno ha il coraggio di inumare la salma! Non credi?  Gli risposi: allora siamo morti tutti anche voi? sabato vengo ad una collettiva di salme.
Mi rispose: ahimè si…salme ma deambulanti! Aggiungo: se l’arte è morta perché fare una collettiva d’arte contemporanea nel 2015? A Castrovillari poi? Voglio specificare col dire che: tutta l’arte è stata contemporanea, e quando lo era ne ha spesso pagato il costo, considerata inutile se non per la committenza.  Allora è proprio quella rivolta affidata spesso alle avanguardie che hanno portato progresso energia e vitalità nel corpo della società ad essa contemporanea, che ci spinge a spenderci per il cambiamento, nell’impegno politico sociale anche attraverso l’arte e la cultura. Soprattutto attraverso l’arte interpretata da artisti come voi, con i piedi ben piantati nel presente, la testa proiettata nel futuro, ed il cuore buttato oltre il recinto.  

Sempre emozionata e commossa dal vostro lavoro…Rosanna Anele

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